Racconto Sesso nel Camerino di un negozio di Abbigliamento

Racconto Sesso nel Camerino di un negozio di Abbigliamento

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sesso camerino negozio abbigliamentoDopo mille insistenze, mia madre mi ha convinto ad accompagnarla a fare spese. “Un po di shopping non ti farà male, vedrai, passeremo una bella giornata”. La cosa mi attira e mi faccio convincere. Soprattutto mi ha convinto il tono con cui mi ha proposto l’uscita per negozi. Non so, aveva un non so che di malizioso. La storia d’amore con mia madre procede a gonfie e vele. Si lo so. Non è proprio il massimo della vita, eeee! Però, de gustibus, dicevano gli antichi! A me piace! A lei pure! Beh? Ognuno nella vita fa quello che vuole, a noi sta bene così! I nostri incontri non hanno nulla di malvagio, di morboso, sono solo amore e sentimento. Comunque, al di la delle mie elucubrazioni mentali, usciamo nel primo pomeriggio.

“Prima un bel gelato” dice mia madre con l’aria di chi si prepara ad una giornata di festa. “Ho proprio voglia!”
Hmmm, un “proprio voglia” che mi fa rizzare il pisellone, detto con un’aria che più maliziosa e più invitante non si può. Oggi sta porca, penso tra me e me. La gelateria dove mia madre praticamente mi trascina è come tutte le gelaterie. Piena di specchi! Chissa perchè i gelatai amano gli specchi! mah.

La guardo, la mia mammina, riflessa sulle pareti. E’ bella, sexy, intrigante da morire. Indossa un vestitino leggero, corto sopra le ginocchia, di un bellissimo colore giallo canarino, che esalta la sua straordinaria bellezza, le forme gentili, non troppo marcate, giuste. Le gambe sono affusolate, sode, senza un filo di cellulite. Le caviglie sottili, eleganti. I fianchi stretti, le tettine belle alte, le spalle alla Audrey Hepburn e i capelli neri e lisci, che le cadono giù per le spalle, mi hanno fatto innamorare. Ho praticamente perso la testa per lei. E’ una donna bellissima, e se lo merita.

Ci sediamo ad un tavolino e cominciamo a mangiare il nostro gelato. Io ho preso il solito cono con 4 gusti, che, come sempre, comincia a sciogliersi e a sbrodolare da tutte le parti. Mia madre, invece, si è regalata una enorme coppa di frutta e gelato, sicuramente la scelta migliore. Gusta il gelato con tutta la passione di questo mondo. Cucchiaino dopo cucchiaino, mentre, con l’aria della porcellina che sa il fatto suo, mi guarda maliziosa e invitante.
Mi sa che ho capito cosa vuole oggi, mia madre. Spesso le donne, soprattutto intorno ai 40 anni, vivono desideri e sogni di incontri infuocati molto più delle ragazzine. E li realizzano! Le donne sono porche a 40 anni. E’ un fatto. Non è una mia fantasia morbosa, è la realtà. Gli esplodono gli ormoni, a 40 anni!

La linguettina, che mi mostra ad ogni boccone di gelato, mi fa arrapare sempre di più. L’affare mi diventa costantemente più duro, sente il bisogno di sfogarsi, ha desiderio di passerella pelosa. Vorrebbe parlare!
“Oggi sei una maialotta, mamma, te lo vedo negli occhi” le dico senza mezzi termini. “Prrr” è la sua risposta, una bella pernacchietta che sa tanto di ammissione e serve solo a renderla più allegra e sfacciata nel mostrarsi a me nella sua versione “troietta vogliosa di seme”.

Ho capito! E’ questo che voleva. Un uscita a flirtare con suo figlio in mezzo alla strada, davanti a tutti, come due fidanzatini, tanto nessuno sa che siamo madre e figlio e che gli incontriparticolari tra di noi sono diventati la nostra passione, praticamente quotidiana. Per l’età non ci sono problemi. La donna con un uomo più giovane va di moda. Lo fanno pure le star del cinema. Anzi, soprattutto quelle!
“Dai andiamo, hai finito?” Sono infoiato come una bestia e ho solo voglia di sbattermela, la mia mammina, non resisto più.
“Stai calmo, fretta? Voglia? Aspetta! Vedrai che ti piacerà di più” dice lei con l’aria della esperta della situazione. Parole che servono solo a farmi arrapare ancora di più, ma giuste, sagge, da vera sporcellina.

Finito il gelato ci avviamo verso la nostra destinazione, le vie del centro. Sembriamo due ragazzini innamorati, ci abbracciano e ci scambiamo bacetti come se niente fosse, consapevoli che la gente non sa del nostro rapporto particolare e non ci nota più di tanto, giusto qualcuno scandalizzato dal vedere una donna non più giovanissima che si scambia carezze e baci con un ragazzino. Ma ne io ne la mamma siamo preoccupati o infastiditi da queste “attenzioni”.
Finalmente entriamo in un negozio, straripante di vestiti, scarpe e tutto quello che fa impazzire così tanto le donne.

“Dai, provati un vestito, ecco, questo, mi sembra carino e sexy al punto giusto, provalo”. La voglia di prenderla è tanta e non vedo l’ora di infilarmi in qualche camerino ed entrare dentro mia madre, che, sono convinto, prova lo stesso desiderio. Sentirsi riempire da me. Amata e posseduta.

Non se lo fa ripetere, afferra il vestito che le ho consigliato e ci avviamo verso uno dei tanti camerini sparsi per il negozio, non ancora affollato, data l’ora, il primo pomeriggio. Appena entrati mia madre mi guarda, sorride, mi da un tenerissimo bacio sulla bocca e si sfila il vestitino giallo, quello che la fa bella e goduriosa da morire. Non aspetto altro. Mi avvento sulla sua mutandina e parto con una meravigliosa leccata sulla passera, da sopra lo slip. Le mordicchio i peli, che fanno capolino fuori dalle mutandine, mentre lei mi accarezza la testa e se la spinge sempre con più forza in mezzo alle gambe. Mi piacerebbe sbattermela con tutta la mutandina. Mi piacerebbe entrare dentro di lei sfruttando lo slip a mo di preservativo, pronto ad accogliere il seme che, sicuramente, le donerò. Ma lei vuole la lingua dentro. Si sfila lo slip, allarga le gambe e mi porge la passera, invitandomi, senza tanti giri di parole, alla leccata.

Non me lo faccio ripetere di certo. Comincio a ravanare dentro la passerella, allargandola con le mani, con delicatezza, e senza dimenticare un solo centimentro, con suo enorme gradimento. Lo sento dalla forza con cui spinge la testa fra le cosce, quasi a non farmi respirare. Lecco tutta l’area tra le sue gambe, fin sotto la fessura della donna che mi ha messo al mondo, poi parto definitivamente all’attacco.
Mi alzo in piedi, butto via il pantalone e il boxer e la penetro. Con calma, ma con forza. Dentro di lei mi sento a mio agio. La afferro per i fianchi e parto con delle spinte profonde, mentre le nostre lingue si lanciano in un gioco di leccate reciproche che mi fa sbandare dal piacere.

La possiedo in piedi, spingendola contro il muro del camerino. Poi la afferro ben bene dal sedere, me la alzo all’altezza giusta e le allargo le gambe, costringendola a mettersi a cavalcioni su di me. Stiamo facendo l’amore con trasporto e passione, come due innamorati alle prime armi.

Il suo piacere aumenta di secondo in secondo, esattamente come il mio. Un po la situazione, il camerino di un negozio, un po il tanto desiderio accumulato in gelateria, raggiungo l’estasi in un attimo e verso il mio seme dentro mia madre, che, a sua volta, contrae la passera ed esplode in un piacere che non le permette di trattenere un gridolino di soddisfazione, che parla da solo e spiega tutto.
L’uscita per negozi, le provocazioni e i sorrisetti maliziosi, così come la linguettina che tanto mi ha fatto arrapare mentre mangiava la coppa di frutta.

Usciamo dal camerino ancora rossi dal piacere e un po scompigliati, soprattutto lei. Ma felici e soddisfatti!

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