Il Racconto di Sesso di Elena e le Ammucchiate

Il Racconto di Sesso di Elena e le Ammucchiate

Storie e Racconti Erotici per Adulti 0 5057

Il Racconto di Sesso di Elena e le AmmucchiateMi chiamo elena, ho 32 anni e sono una ragazza del sud Italia. Non sono sposata. Ho avuto un fidanzato fino a poco tempo fa, ma è finita. Nella vita mi occupo di assicurazioni per una nota compagnia, tra le più importanti del settore. I miei amici mi definiscono carina e sexy, ma lo dicono a tutte! Fuori dal lavoro mi considero una ragazza solare e socievole. Mi piacciono gli amici, le cene a casa con le persone a me più care e il teatro, una passione che coltivo fin da piccola.

Quella del teatro è una passione che mi ha trasmesso mio padre. Mio padre è morto 3 anni fa, in un incidente automobilistico. E’ stata una perdita molto importante per me, un momento fondamentale della mia vita. Un momento di svolta. E’ soprattutto il mio rapporto con gli uomini che è cambiato. La perdita di mio padre, l’assenza della figura maschile più importante della mia vita, ha creato in me un vuoto che mi ha lasciata smarrita e confusa. Quasi timorosa. Ho cominciato a sentire la necessità di avere un uomo affianco che colmasse questo vuoto; un uomo capace di sostituire la figura di mio padre, il senso di protezione che mi infondeva. Difficile.

Tutto questo ha trasformato anche la mia personalità a letto. L’impossibilità, o meglio la difficoltà, di trovare un uomo che mi infondesse sicurezza e senso di protezione ha spinto la mia ricerca di qualcosa di forte sempre più in là, sempre più verso l’estremo. Fino ad arrivare a situazioni che mai mi sarei immaginata. Che mai avrei pensato adatte al mio modo di essere e di intendere il rapporto con gli uomini. La voglia di un uomo si è trasformata in voglia di uomini. l’ amore di gruppo, l’unione di tanti corpi, senza compromessi, senza preoccuparti di chi ti prende, sono diventati l’essenza della mia vita, il surrogato della figura di mio padre.

La prima volta è stato 2 anni fa, la sera di Ferragosto.

Uscivo da un po di tempo con un mio amico, Luigi. Un tipo interessante ma che non mi ha mai presa più di tanto. E’ molto simpatico, ma non mi ha mai attizzato veramente. Ogni tanto andavamo a letto assieme certo, ma più all’amicizia che altro. Conoscevo però la sua passione per le ammucchiate. Me ne aveva parlato qualche tempo prima, ma senza insistere più di tanto. Più a battutine che altro. Avevo però afferrato il suo invito sottinteso, anche se all’inizio la cosa aveva creato in me più fastidio che interesse. Con il passare dei giorni, però, il fastidio si era trasformato in curiosità e aveva assunto più la forma di un desiderio nascosto e profondo, che di un senso di ribrezzo o disgusto. Giorno dopo giorno montava in me il desiderio di vivere un’esperienza così particolare come quella di trovarmi immersa in un numero elevato di uomini; di essere posseduta da più maschi contemporaneamente. Di essere penetrata dovunque, contemporaneamente. Cominciavo a pensare alle cose più sporche e assurde. E la cosa mi solleticava tra le gambe. Moltissimo.

Lo chiamo verso il 12 chiedendogli che avrebbe fatto a Ferragosto. Lui mi risponde un po titubante. Sento chiaramente che non sa che dirmi, la sua indecisione mi insospettisce e incuriosisce allo stesso tempo. So quello che voglio da lui. é lui che ancora non lo sa. E non se lo aspetta.
– Luigi -, gli dico con fare simpatico, – vai con i tuoi amici? -. I suoi amici sono quelli di cui mi ha parlato più volte, quelli di gruppo, insomma. Lui si libera dell’indecisione e mi risponde: – Si, vado con i miei amici -. – Vengo anch’io! -, gli sparo subito. Lui rimane in silenzio per un po, poi mi risponde. – Ok -.

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