Racconto Erotico Incesto Sesso Figlio con la Mamma

Racconto Erotico Incesto Sesso Figlio con la Mamma

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Racconto Erotico Incesto Sesso Figlio con la MammaDopo la giornata di shopping, torniamo a casa, stanchi per aver camminato tanto, ma felici e soddisfatti. Mia madre ha avuto quello che voleva. Un bel giro tra negozi, quattro risate, si è sentita una ragazzina alle prime uscite col fidanzatino, così si sente giovane, e alla fine, ma sarebbe meglio dire all’inizio del pomeriggio, anche una sveltina nel camerino di un negozio!. Anch’io ho avuto quello che volevo. Certo, mi sono dovuto sorbire lo shopping, la lunga camminata, le vetrine, osservate centimetro per centimetro, ma le sono stato tutto il tempo con le mani addosso, come se fosse veramente la mia donna, ma in effetti è così; ormai è la mia donna a tutti gli effetti.

Non riesco a farne a meno. Le starei addosso tutto il giono, per quanto è bella e arrapante. Il vestitino giallo che indossava oggi mi ha fatto impazzire. Penso tutto questo mentre sono spaparanzato sul divano, mezzo addormentato, come spesso mi succede la sera prima di cena. Poi, con tutta la fatica di oggi! Sento i suoi passi che si avvicinano sempre di più. Mi si butta addosso con tutta se stessa e dice:
“Facciamo una cosa carina! Mi fai delle foto ?” Delle foto? Penso tra me e me. Ma questa è pazza! Adesso anche le foto !

Comunque la cosa è interessante ed eccitante. Inoltre la baldracca mi tocca senza ritegno, mentre parla. La sua mano mi sfiora il centro delle gambe, il sangue mi sale subito alla testa e il desiderio di prenderla arriva nemmeno troppo all’improvviso, così decido di accontentarla. Prima però le stringo una tetta, la spingo verso di me e le stampo la lingua in gola, così, giusto per gradire. La afferro per il sedere e glielo sbatto in mezzo alle gambe, così sente l’effetto della sua provocazione. Ovviamente lei non si fa pregare e cominciamo a limonare senza ritegno. Non mi trattengo e le sbottono la camicetta che ha appena indossato. Le mie mani si fiondano subito sulle tettine, seguite a ruota dalla bocca, che parte con una succhiata goduriosa sui capezzolini, dritti dritti dal desiderio.

Lecco tutto con avidità e infilo un dito nella passerina, cosa che la mammina gradisce e, immediatamente, restituisce il favore, puntando la patta dei pantaloni. Sgancia la cintura e lo prende subito in mano, mandandomi in visibilio. Non dura molto, però.
“Dai, andiamo a fare le foto!” Uffa! E andiamo a fare ste foto, basta che sei contenta! penso. Ci sistemiamo in camera da letto, prendo la mia nuovissima macchina fotografica digitale pagata niente all’ipermercato e aspetto. Ha detto che si deve preparare. Chissà come si vestirà, sono proprio curioso. La mia curiosità non ci mette molto ad essere accontentata.

Arriva che sembra una dea! Non è vestita. Indossa un bellissimo completino, terribilmente eccitante, bianco, col pizzo in abbondanza, che salta subito agli occhi, il reggiseno giusto per le sue tettine che tanto adoro baciare, e un bellissimo perizoma, con un sottile strato di tessuto davanti, che non riesce a trattenere la peluria tra le cosce e, praticamente, un filino dietro. Il suo sedere straordinario è messo ancora più in evidenza dall’intimo con cui si è presentata e non posso non provare il desiderio di sfondarglielo, a questa donna. Senza ritegno, senza titubanze o incertezze. Lei, però, è presa dal giochino delle foto e parte con le pose da modella di intimo, cosa che mi fa arrapare come un coccodrillo.

Scatto una foto dopo l’altra, più interessato alle curve e ai peli che sforano dalle mutandine, che dal discorso fotografico di per se. Non posso non amarla. é bellissima, terribilmente eccitante, provocante da morire. Mi sta facendo impazzire.
“Basta! Il giochino è finito. Vieni quì!” le ordino. Butto via al volo la macchina fotografica, i vestiti e tutto quello che posso avere addosso. Mi metto in piedi davanti a lei, la faccio inginocchiare e le metto l’affare in bocca, subito, tanto è il desiderio. Lecca, lecca, penso tra me, mentre mia madre mi succhia il coso, accompagnata, nel movimento della testa, dalla mia mano, che la spinge su e giù per l’asta.
“Te lo farei ingoiare tutto sai? Te lo metterei in gola, mi fai impazzire.”

Ormai anche il modo con cui mi rivolgo a lei mentre la trombo è cambiato. Basta parole dolci, “mammina quanto ti amo”, “mamma sei bellissima! e stronzate varie. No, adesso sono maiale, esigo rispetto e devozione. Deve succhiarmelo, fino a quando mi va, fino a che decido di prenderla, e oggi so come prenderla. Ho un solo obbiettivo.
“Vieni!”. La porto verso il muro, la giro, le abbasso le mutande e la faccio piegare. Poi miro il buchettino, lo inumidisco un po e infine la infilzo, nell’intestino, come mi va oggi, con lei appoggiata al muro in una smorfia di dolore per il mio bastone che l’ha penetrata dietro. In effetti sono stato un po duro, poco gentile, va. Ma il desiderio è tanto e lei è troppo invitante.

Afferro i suoi fianchi, morbidi e stretti, come piacciono a me, la serro ben bene e parto con una serie di colpi che stramazzerebbero una cavalla! Sono una furia. La bastono, le allargo lo sfintere, tanto non mi faccio problemi nell’infilzarla, senza nessuna pietà. Non ce n’è per nessuno, oggi. Lei, comunque, gradisce, e la smorfia di dolore iniziale si trasforma in soddisfazione e piacere, minuto dopo minuto.

“Dai, sfondami” mi dice ripetutamente. “Possiedimi, sbattimi, sono la tua vacca. Fammelo arrivare in gola. Fammi sentire chi sei.”
Parole che mi mandano in visibilio. Le mie spinte diventano bestiali, animalesche, non ho nessuna pietà per quell’essere che sto sfondando, anzi, provo un incredibile sensazione di piacere al pensiero di mia madre che capitola sotto i mie colpi. Al diavolo le foto! Io ti devo bastonare, baldraccona, altro che foto! Continuo a infilzarla spiaccicandola sempre di più verso il muro, fino a quando sento che il mio godimento sta per arrivare. Lo sfilo dal buchino di mia madre.
“Vieni! Abbassati”.

Le tengo la testa ferma, mentre le inondo la faccia del mio seme e svuoto il resto nella sua bocca. Al diavolo le foto! Questo è quello che ti meriti, mammina cara! Altro che foto.

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