La prima volta con mia madre

La prima volta con mia madre

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Mia madre è una donna piccola, minuta, con capelli neri e lisci che le cadono giù per le spalle, due grandi occhi neri e un fisico asciutto ma dalle curve morbide e terribilmente eccitanti. Si, io amo mia madre, o meglio, sono enormemente attratto da lei, dai suoi seni piccoli e morbidi, dalle sue labbra carnose, come tutte le donne piccole, e dal suo bellissimo sedere, che adoro. L’amore per mia madre è stata una costante della mia vita.
Il complesso di Edipo per me non è un complesso. La prima volta che ho fatto l’amore con lei non lo dimenticherò mai.
Mio padre, che non ho mai sopportato, era fuori per il turno di lavoro; lui lavora, o meglio lavorava, di notte. Io avevo 17 anni e una ragazza che più che farmi godere mi faceva soffrire dal desiderio, con la sua fissazione infantile della verginità pre-matrimoniale!. Fuori pioveva a dirotto ed io e mia madre avevamo passato la serata davanti alla tv, senza riuscire a trovare niente che ci piacesse veramente.

la-prima-volta-mia-madreVerso le 23 le dico:
-vado a letto, ci vediamo domani, notte mamma-. Lei si girò verso di me e mi diede un bacio sulle labbra, come faceva ogni tanto. Ma non era il solito bacio. In effetti per tutta la sera eravamo stati abbracciati l’un l’altro sul divano e questo mi aveva provocato una fortissima eccitazione, che a stento ero riuscito a trattenere, anzi, a dir la verità, secondo me, mia madre se ne era accorta, visto che il mio membro si era visibilmente gonfiato ed io, che indossavo solo i boxer e una maglietta, non ero riuscito a nascondermi abbastanza.
Indossava solo una maglietta, dopotutto eravamo soli, che le lasciava scoperte le gambe. Ogni tanto intravedevo lo slip e questo mi aveva fatto salire il sangue alla testa. Un desiderio impellente di prenderla si impadroniva di me un po alla volta, alimentando un’eccitazione sempre crescente che non mi permetteva di distogliere lo sguardo dalle mutande della donna che mi stava affianco e che mi stava facendo salire il sangue alla testa. I nostri abbracci si erano fatti sempre più stretti e i suoi sguardi, consapevoli dei miei tra le sue gambe, sempre più provocanti.
Lei non aveva fatto molto per coprirsi, anzi, spesso allargava le gambe permettendomi di guardare meglio la peluria che fuorisciva dallo slip. Una voglia enorme di leccarla tra le cosce montava ogni minuto di più, anche perchè mia madre mi era addosso, con sempre maggiore insistenza, fino a quando si era spostata mettendosi proprio tra le mie gambe. -Abbracciami – mi aveva detto. Ed io l’avevo abbracciata forte, con tutte e due le mani sulla sua pancia, non molto lontano dal suo pube, sempre con i peli che uscivano dallo slip nella mia testa.

Non poteva non aver sentito il mio affare duro che le sbattevo sulla schiena. Ce l’avevo di marmo, tanto era l’eccitazione, e man mano che passavano i minuti gli abbracci si facevano più forti e la sua sfrontatezza nell’appoggiarsi addosso a me più sfacciata e provocante. Era stata lei a spostare il sedere verso il mio membro, fino ad appoggiarcisi proprio sopra. Una voglia enorme di fare l’amore con mia madre mi aveva ormai assalito completamente, si era impadronita di me senza nessuna speranza di tornare indietro, con le mani che afferravano i suoi fianchi e li serravano stretti e carezze di mia madre che non lasciavano spazio ai dubbi.

Una volta in camera mia decisi di mettermi subito a letto, senza indugi. L’affare mi esplodeva fra le gambe e avevo voglia di sbattermelo un po per togliermi quel peso. Spensi la luce e mi sistemai sotto le lenzuola. Mi toccavo e pensavo a lei, ai suoi bellissimi seni.
All’improvviso sentii la porta aprirsi e vidi mia madre venire verso di me. Indossava una bellissima sottoveste che le fasciava completamente il corpo, sodo ed eccitante. Il mio cuore cominciò a battere fortissimo. Lei si infilò sotto le lenzuola e mi abbracciò fortissimo, baciandomi dolcemente le labbra. Non sapevo cosa pensare.

Perchè e quì? E’ un gesto di affetto di una madre verso il figlio o mi desidera, come io desidero lei.
Bastò poco e mi tolsi qualsiasi dubbio. Mi stava toccando il membro, e mentre muoveva la mano con dolcezza, i suoi baci diventavano più profondi, meno innocenti, con la lingua, morbida e dal sapore gradevole, che man mano si intrufolava nella mia bocca. Non ci misi molto a risponderle, la desideravo da impazzire e, quindi, mi avventai subito su di lei, infilandole la lingua in gola, tanto la volevo possedere.
Ero sopra di lei, finalmente, le allargai le gambe e mi appoggiai esattamente sulla sua passera, spingendola contro il materasso con forza, quasi a farle capire il desiderio, nascosto da troppo tempo, di entrarle dentro ed innaffiarla col mio seme.

Presi a toccarle il seno, un momento desiderato da tempo, tolsi la magletta e mi avventai sui suoi capezzoli, mentre lei mi accarezzava la testa, con evidente soddisfazione. Era troppo tempo che avevo voglia di fare l’amore con lei e si vedeva. Cominciai a morderle e a succhiarle il seno con avidità, mentre le spingevo il bastone sempre più addosso. Le mie mani presero a sondare il suo corpo, ma mia madre prese l’iniziativa che non mi sarei mai aspettato. Scese tra le mie gambe. Sentivo la lingua bagnare ogni centimetro della mia pelle, poi provai una sensazione di straordinario piacere.

La bocca della donna che mi aveva generato avvolgeva completamente la cappella, gonfia come mai era stata nella sua vita, e mentre le sue labbra salivano su e giù sul mio affare io mi irrigidivo sempre di più dal piacere. Le labbra di mia madre che me lo succhiava sembravano ancora più morbide, l’eccitazione era alle stelle. Le misi una mano sulla testa e cominciai ad accompagnare i movimenti della testa della donna che mi aveva messo al mondo su e giù sul mio membro. Guardarla mentre mi leccava l’affare mi procurava una bellissima sensazione di soddisfazione e goduria. La porca, perchè ormai succhiava come una sanguisuga, leccava tutta l’asta e le palle, come affamata, quasi a gustare il tutto, con evidente soddisfazione. Una scena che non dimenticherò mai. Fu un attimo.

Il seme invase la bocca di mia madre, la sentii deglutire e provai il più grande piacere della mia vita.
Quella notte la presi più volte. Entrai dentro di lei con forza e convinzione e sempre con lo stesso finale:
una stupenda e meravigliosa bevuta.
La amo, mia madre.

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