Storia Sesso con mia Madre nella Doccia - Racconto

Storia Sesso con mia Madre nella Doccia – Racconto

Storie e Racconti Erotici per Adulti 0 23684

Storia Sesso con mia Madre nella Doccia - Racconto

Marco mi chiama verso le 11 del mattino. Marco è un mio amico di vecchia data. Ci conosciamo da una vita e spesso usciamo assieme, a donne. O almeno, lo facevamo fino a poco tempo fa perchè adesso, impegnato con mia madre full time, non lo chiamo più. O almeno molto meno di prima. E’ un ragazzo molto simpatico, sempre allegro e spensierato. Stare con lui mi diverte ed è una persona con cui posso parlare di tutto senza problemi. Ci conosciamo da poco ma siamo già molto amici. La sua unica fissazione sono le ragazze. Bionde, brune, alte, basse, a lui non importa, gli vanno bene tutte, basta che hanno un bel sedere e due belle cosce! Comunque, mi parla di alcune ragazze di Roma che ha conosciuto in campeggio. “Sono simpaticissime! Delle gran gnocche, vedrai, ti piaceranno, fidati di me”.

Vabbè, mi fido. Gli dico che si può fare e ci diamo appuntamento per la sera. Andremo a cena a casa di un ragazzo, anche lui di Roma. Uno che lavora al ministero. Non lo conosco, ma Marco mi ha detto che è un simpaticone. Speriamo bene! Comincio a prepararmi verso le 7, non mi piace far aspettare la gente, sono uno puntuale. Chiedo a mia madre di prepararmi i vestiti e scappo in bagno a farmi una bella doccia. L’acqua fresca mi risveglia un po dal torpore in cui ero piombato. Spaparanzarmi sul divano mi piace da morire, ma mi abbiocca di brutto. Mia madre entra all’improvviso.

E’ nuda, mi guarda, mi fa il solito sorriso che scioglie e si sistema affianco a me, sotto lo spruzzo della doccia. L’acqua comincia a bagnarle i capelli, rendendoli ancora più lisci e setosi. Mi fai impazzire donna, penso tra me e me. Ti farei sempre. In ogni momento. Il contatto fisico con il suo corpo nudo mi fa subito rizzare il coso. Lei comincia a toccarmelo, dolcemente, mentre le nostre labbra si sfiorano e le lingue giocano l’una con l’altra, come facciamo sempre, anche nei momenti di pausa del nostro amore. Sono attimi di paradiso, come li chiamo io. E’ una cosa che non posso spiegare. E’ una cosa che va oltre l’amore.
Le tocco i seni, mentre la bacio. Li sfioro appena, con dei movimenti leggeri delle mani che le provocano una forte eccitazione. Sento i suoi brividi di piacere.

La sua mano me lo tocca con sempre maggiore dolcezza, mentre i capexzoli si irrigidiscono, a dimostrazione del piacere arrivato senza tanti tentennamenti, e il suo corpo me lo ritrovo sempre più addosso, morbido, ben fatto, molto meglio di tante ragazze che ci sono in giro. Anzi! Tante ragazze pagherebbero oro per essere come lei, ci scommetterei sopra. Per un attimo mi vengono in mente le ragazze di Roma, le amiche di Marco. Chissà come sono, chissà se riusciranno a provocare in me lo stesso desiderio di possederle che mi fa venire la mia mammina, ogni volta che avviene uno dei nostri incontri.

Ma le ragazze di Roma, sono sicuro, non mi faranno questo effetto. E’ qualcosa che dedico unicamente a mia madre. E’ un desiderio che provo solo con lei. E’ una cosa diversa, che con le ragazze che incontro di solito. Loro sono la normalità, che ai miei occhi è banalità; e le cose banali non mi piacciono. Tutti questi pensieri si mischiano al piacere che mia madre mi sta facendo provare mentre mi tocca. L’acqua che scorre sulle nostre teste si mischia alla saliva che ormai i baci profondi e appassionati che ci scambiamo producono. Le stringo i fianchi, mentre la bacio, la mia vera passione, poi scendo giù. Voglio regararle il piacere.

Lo so che le piace quando la lecco in mezzo alle gambe. E infatti si posiziona subito. Apre le cosce e mi porge, avida di piacere, il centro delle gambe, spalancato, pronto ad accogliere la lingua di suo figlio che la esplora e le regala brividi e godimento. E non la faccio aspettare. Parto subito col mordicchiarle i peli, bagnati fradici, poi infilo la lingua dove lei se lo aspetta e le lecco le pareti interne della passerina, che ho già voglia di penetrare; ma no, ora tocca a lei. Voglio pensare solo a lei, adesso. Voglio che sia soddisfatta di me, che mi desideri sempre, con tutte le sue forze. Non si deve mai stancare del sottoscritto. Deve provare continuamente il desiderio, impellente, di essere presa. Se quello che vuole è che suo figlio la lecchi in mezzo alle gambe, io l’accontenterò. Una donna va sempre accontentata. La devo premiare, visto che il piacere che mi regala non è paragonabile a quello di nessun’altra ragazza. Anzi. Proprio il contrario.

Ormai la mia faccia è completamente immersa tra le sue cosce. “Leccami, amore mio, leccami. Ti adoro quando fai così. Ti prego, fammi godere, uomo, fammi raggiungere il piacere. Solo tu lo sai fare, sai? Solo tu mi fai sentire desiderata e posseduta. Amami, amore mio.” Preme con le mani, spalanca le gambe ancora di più ed esplode di piacere, non riesce a trattenere un grido di godimento che non lascia nessun dubbio su quelli che sono i suoi desideri più profondi.

E’ il mio turno. Le dico di continuare a toccarmelo. La sto amando con tutte le mie forze, mentre me lo massaggia con dolcezza, lentamente, e mi guarda negli occhi, con quello sguardo che mi fa innamorare e desiderare di essere amato da lei allo stesso tempo. Con amore. E vengo così. Sulla sua mano. Mentre la bacio. No, le ragazze di Roma non mi faranno questo effetto. Sono sicuro.

728x90.1